Realizziamo rivestimenti antistatici – conduttivi – AST e ESD negli ambienti per cui è necessaria la protezione dalle scariche elettrostatiche. Ma per capire bene di cosa si tratta, è innanzitutto necessario definire cosa sono le aree ATEX ed EPA  e capire cos’è l’elettricità statica e quali danni può generare.

Che cosa succede in presenza di elettricità statica

Durante i processi produttivi, la carica statica può provocare grossi problemi, come ad esempio alcuni materiali rimangono attaccati a parti della macchina o tra di loro.  Oppure gli operatori potrebbero prendere una scossa elettrica. La polvere nelle vicinanze viene attratta dalle cariche elettriche. Nelle zone a rischio esplosione, le cariche statiche possono provocare scintille causa di un possibile incendio o addirittura di un’esplosione. Le cariche statiche ostacolano il processo produttivo, rallentando la produzione o danneggiando i macchinari.

Se il pavimento non è antistatico, quando lo si percorre a piedi o spingendo carrelli con rotelle in plastica, o se sono presenti materiali sintetici vicino a componenti elettronici, oppure anche rapidi movimenti d’aria, l’elettricità statica non viene dissipata, ma immagazzinata, per essere scaricata alla prima occasione.

Definizione di aree ATEX e EDS

A seconda degli effetti causati dall’elettricità statica si possono identificare

  • danni all’ambiente                     quindi Aree ATEX
  • danni ai dispositivi elettronici     quindi aree ESD (Electrostatic Discharge)
La simbologia di riferimento è la seguente:
ATEX - Recodi.it
Il termine Atex (acronimo di Atmosphères Explosibles) raggruppa due differenti Direttive Europee che hanno però un unico scopo, ovvero normare il luogo dove è presente il rischio di esplosione, detto quindi ambiente o luogo Atex. In queste aree è necessario tutelare ambiente di produzione o stoccaggio e la salute delle persone che vi lavorano.
EPA - Recodi.it
Il termine EPA indica quelle aree (ESD protected area) in cui deve essere fatta una valutazione accurata dei materiali e dei prodotti utilizzati, al fine di tutelare i prodotti stessi da possibili danni.

Rivestimenti in resina specifici per queste esigenze

I pavimenti in resina hanno diversi vantaggi, fra cui l’estrema duttilità progettuale, per cui sono adatti a molteplici esigenze produttive.   Quando siamo in presenza di scariche elettrostatiche (ad esempio nell’industria elettronica) è necessaria una pavimentazione in grado cioè di disperderle in quanto possono causare danni, anche irreparabili, alle apparecchiature elettroniche.  Lo stesso vale per l’industria chimico farmaceutica in cui si lavorano gas medicali o solventi, dove in presenza di scintille possono verificarsi esplosioni.
La pavimentazione in resina può essere posata direttamente sulla superficie esistente adeguatamente trattata, sia essa in massetto in cemento, o altra pavimentazione esistente (es. piastrelle) o vecchia superficie in resina.  La posa di pavimenti in resina ideati per dissipare le cariche elettrostatiche è in grado di aiutare diversi settori:

 

Industrie elettroniche e loro magazzini di stoccaggio
Centri Elaborazione Dati
Sale di controllo qualità
Depositi di infiammabili
Industrie chimiche
Laboratori chimici
Industrie di lavorazione della plastica
Sale operatorie
Ambienti ospedalieri e di diagnostica e analisi
Industria di biotecnologie
Aree ad atmosfera controllata
Aree industriali in cui vengono assemblati componenti o fabbricati semiconduttori
Un rivestimento antistatico contribuisce a mantenere efficienti più a lungo i macchinari usati nel processo produttivo rispetto a un normale pavimento, oltre a ridurre il rischio di incidenti causati dall’ESD. Le proprietà di resistenza meccanica e chimica tipica dei pavimenti in resina, rimangono inalterate.
Realizziamo rivestimenti elettronicamente dissipativi o conduttivi, autolivellanti e impermeabili.